Entrare in un’ aula scolastica dà sempre, ad un adulto, un’emozione particolare, vuoi perché ci si rivede all’ età di quegli alunni, vuoi perché si proiettano i propri figli in quella dimensione.

Anche gli alunni, di fronte a persone che non siano i propri insegnanti o personale scolastico, possono per un attimo sentirsi “spiazzati”.

Ogni novità, ogni interruzione della routine possono creare un attimo di disorientamento, piacevole , se i nuovi interlocutori si pongono come persone autorevoli, aperte al dialogo, propositive.

I ragazzi, allora, colgono la sfida e si dispongono, ciascuno secondo proprie modalità, ad interloquire.

Questo è accaduto anche il 18 maggio, quando Agnese Baruzzi, una bravissima illustratrice di libri per ragazzi, è entrata nell’ aula della classe 1° B della scuola secondaria di primo grado Pertini della nostra città, classe coinvolta nella riprogettazione del parco del Noce Nero.

Quegli alunni vivono quotidianamente il parco, fermandovisi per due chiacchiere o qualche calcio al pallone all’ uscita da scuola, passeggiando lungo i sentieri, sostando in compagnia sulle panchine.

Si sono lasciati coinvolgere da quel progetto, che li ha visti, sotto la guida sapiente di insegnanti ed educatori, analizzare criticità e potenzialità del parco, fino a definire la necessità  di un logo identificativo del parco stesso, trasformandolo in una mascotte: Nocino.

Nocino è il nuovo “abitante” del parco, che si è caratterizzato, strada facendo, con le sembianze di chi lo frequenta, una volta scolaro con la cartella, poi sportivo, quindi in carrozzina, a significare l’ inclusività del luogo, in bicicletta, anziano con il bastone…

Una vasta gamma di “Nocini” ha fatto bella mostra di sé in pannelli esposti al pubblico durante la settimana “Pertini in Arte”.

All’ illustratrice, entrata nella loro aula per aiutarli a tradurre Nocino in un logo, i ragazzi hanno narrato il loro percorso di progettazione, disponendosi quindi ad ascoltare e  a collaborare con l’ esperta illustratrice.

Non ha dato loro “la ricetta”, bensì ha suggerito un metodo di lavoro, estendibile a vari ambiti nella propria vita.

Nello specifico, volendo comunicare efficacemente qualcosa ad un pubblico, in questo caso gli utenti del parco del Noce Nero, occorre raccogliere dei dati, analizzarli e solo successivamente ci si può affidare alla creatività.

Ha suggerito loro un metodo di lavoro basato sulla sperimentazione, sul far tesoro delle altrui esperienze, magari cogliendo spunti da semplici particolari, sull’ importanza di essere capaci di modificare il proprio punto di vista, sull’essenzialità dell’ immagine prodotta ai fini d’una comunicazione efficace.

Agli alunni ha suggerito, avendo essi già svolto un approfondito lavoro di analisi, di osservare i logo anche di grandi parchi ( ad esempio, come il profilo del lupo si inserisca nel logo del parco della Maiella), di utilizzare solo pochi colori, ben identificabili anche in piccole dimensioni, di unire magari una parte scritta, verificandone l’ impatto…

Con tali presupposti, gli alunni hanno cominciato a delineare il proprio prototipo di “Nocino” utilizzando varie tecniche e materiali, confermando anche in tale situazione la forte motivazione al proprio lavoro di progettazione.

Presto vi mostreremo il risultato.

 

In questa storia