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World Café al Centro Internazionale Loris Malaguzzi

“E’ diritto di ogni bambino e bambina e di ogni giovane poter attuare una esperienza di crescita cognitiva, emotiva e relazionale, ricca, originale e armonica, partecipando attivamente al proprio percorso evolutivo e alla costruzione di cultura condivisa, partecipazione e cittadinanza”.

Questo il principio alla base del World Cafe avvenuto mercoledì 16 gennaio 2019, presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Un incontro dedicato al ruolo della scuola nel progetto di vita tra socializzazione, apprendimento e occupabilità. Un incontro dedicato ai principali attori della comunità educante e del sistema curante: le scuole, gli insegnanti, i genitori, il personale sanitario, gli Enti e i soggetti pubblici e privati della città.

L’obiettivo è non frammentare i contesti di vita del bambino/ragazzo per non frammentare la persona stessa attraverso un’ elaborazione condivisa in cui tutti siano corresponsabili dei processi di crescita, di integrazione e di inclusione, nel rispetto delle specificità educative e di cura di ciascun soggetto, orientando in tal modo le scelte organizzative per il progetto educativo – abilitativo. Costruire continuità, partecipazione e coerenza nell’approccio educativo-abilitativo permette al giovane di poter generalizzare apprendimenti non troppo discrepanti tra i differenti contesti e, attraverso lo scambio tra tutti i soggetti coinvolti, si osserva e si comprende come il processo di conoscenza, del bambino prima e del giovane poi, si costruisce e cresce nel tempo.

I contesti educativi sono pensati e organizzati per generare sperimentazioni e apprendimenti, in cui ogni bambino e ragazzo possa costruire la propria conoscenza, attraverso l’esplorazione, la ricerca, la relazione.

Questo comporta l’impegno di pensieri, scelte organizzative, vincoli spaziali e temporali che creino le condizioni per aumentare conoscenza e osservabilità del bambino e del giovane in contesti di relazione, attraverso percorsi possibili, perciò sostenendo, dove necessario, la comunicazione e l’espressione delle autonomie.

Responsabilità dell’adulto è progettare ambienti e predisporre contesti per i bambini e i ragazzi, capaci di incuriosirli, in cui possano costruire insieme il loro sapere cognitivo, emotivo e relazionale, in cui le differenze di cui ognuno è portatore possano diventare trame di conoscenza e scambio reciproco, costruzione di accoglienza, cura e democrazia.

L’accoglienza di bambini e giovani con diritti speciali, stimola a rinunciare a presupposti rigidi, a ricercare altri linguaggi, a dare valore ad altre forme comunicative, ad affinare gli strumenti osservativi, a crescere in nuovi percorsi formativi. Insegna a rispettare i tempi della maturazione della persona, del fare e del capire, del bisogno di prendere fiato per restaurare le immagini di sé, della conoscenza dei mondi.

La ricerca di strategie plurime e molteplici linguaggi rappresenta una varietà di inviti a provare, sbagliare, tentare di nuovo e a formalizzare ciò che si è sperimentato e appreso.

Diritto allo studio

Il Comune, insieme ad FCR, nell’ambito degli Accordi di Programma di cui alla Legge 104/92 e sulla base delle disposizioni della Legge Regionale 26/01 in materia di Diritto allo Studio, provvede, nei limiti delle proprie disponibilità, agli interventi diretti ad assicurare alle Istituzioni scolastiche, personale qualificato, aggiuntivo rispetto all’organico scolastico, destinato a facilitare percorsi di autonomia, integrazione e sostegno alla comunicazione attraverso la costruzione di significati e progetti condivisi.

I nidi e le scuole dell’infanzia di Reggio Emilia riconoscono ai bambini con diritti speciali il diritto prioritario di ammissione alla frequenza, offrono le condizioni di accoglienza e le risorse umane e strumentali aggiuntive necessarie.

Nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, sono inserite dal Comune, quali figure aggiuntive all’organico scolastico, gli educatori per l’integrazione scolastica, in conformità alle disposizioni di legge e vigenti accordi interistituzionali.

Operando con insegnanti di sostegno e curricolari, gli educatori curano nello specifico l’inclusione delle differenze e delle soggettività:

  • nei percorsi disciplinari o interdisciplinari della classe;
  • nelle progettazioni e nelle conduzioni di alcuni atelier pomeridiani nelle scuole per facilitare la partecipazione e l’integrazione di tutti gli alunni;
  • nell’affiancare i ragazzi nel loro percorso di alternanza Scuola-Lavoro.

Gli educatori per l’integrazione intrecciano relazioni con le figure educative del contesto scolastico, con la rete dei servizi educativi cittadini, con le associazioni che si occupano di sport e tempo libero, con i servizi di inserimento occupazionale e lavorativo, in un’ottica di progetto di vita complessivo e multiforme.

Il processo di formazione degli educatori per l’integrazione è permanente, attraverso un approccio progettuale, documentativo e di riflessione su pratiche e strategie.

Per tutti e in particolare per bambini e ragazzi con diritti speciali, la varietà di linguaggi espressivi rappresenta un’indispensabile modalità di comunicazione e di apprendimento.

Ogni progetto è specifico e personale per ogni bambino/ragazzo e viene pensato, costruito e realizzato grazie ad un lavoro di confronto e condivisione con la scuola, la famiglia e i referenti AUSL.

Grazie a tutti gli insegnanti, educatori, genitori, operatori sociali e sanitari che hanno partecipato al World Café organizzato presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi.