Palazzo Magnani, sede in questo periodo della mostra”L’arte in gioco” dedicata a Jean Dubuffet, ha visto l’ inaugurazione, al proprio interno, il 23 novembre, della Project Room, uno spazio voluto da Reggio Emilia Città Senza Barriere e da Palazzo Magnani, per ospitare i laboratori di Art Factory 33 (progetto di cui potete leggere informazioni a questo link)

La Project Room  è uno spazio piacevolmente arredato grazie al contributo della falegnameria del carcere, utilizzando volutamente materiali “poveri” e di riciclo, per allestire supporti atti ad ospitare, oggi, la mostra “Io sono fuori”, piccole e mai banali opere d’ arte realizzate dai ragazzi e ragazze fragili del progetto Art Factory, in seguito da chiunque, adulto o bambino, voglia mettersi in gioco con l’arte.

C’è chi dipinge girasoli che si sente dentro, chi si reinventa e mette nero su bianco il proprio autoritratto, chi disegna cartoni esistenti e ne inventa dei propri, chi colleziona tutto nel suo taccuino e lo mostra illustrando ciò che ogni disegno esprime.

IO SONO FUORI è l’attualizzazione e la concretizzazione dello spirito di Dubuffet, vivo più che mai in questi fantastici ragazzi

E’ il provocatorio titolo d’ una mostra d’arte che mette al centro la  disarmante bellezza della spontaneità, d’ una mostra che vuol essere un atto di coraggio, di sfida ai canoni predefiniti della pittura, per valorizzare l’ unicità di piccole opere di ragazzi cosiddetti fragili, che qui manifestano, tramite la libera espressione artistica, la propria forza interiore, il coraggio  di misurarsi con il giudizio altrui, la volontà di essere attori, e non solo spettatori, di un momento importante per la vita culturale della città.

Presentare ad un pubblico le proprie produzioni artistiche diventa una sfida alla subalternità, un’ affermazione unica di autostima, la convinzione di avere qualcosa  da dire di personale anche in un campo prima poco esplorato, significa, e questo è l’ elemento più importante, sentirsi parte attiva d’ una città che cerca, attraverso le più varie modalità, di abbattere barriere mentali prima che fisiche.

E saranno proprio loro, quei ragazzi e ragazze “fragili”, esperti d’ arte e capaci di comunicare e condividere esperienze, emozioni, sogni, ad intrattenere e coinvolgere quanti, adulti, bambini, scolaresche, intendano “mettersi in gioco” attraverso l’ arte, sperimentando  tecniche, colori, contenuti, per percorrere strade mai esplorate e che riusciranno a catturare l’ essenza di ognuno.

Che questi ragazzi e ragazze, supportati da  artisti e personale qualificato, siano in grado di assolvere al ruolo di operatori lo testimoniano le loro modalità di approccio al pubblico.

Per nulla intimiditi, eccoli intenti a spiegare le proprie opere, motivandone contenuti, colori, forme, con un linguaggio semplice ma efficace, espressione d’ una profonda convinzione di essere riusciti a “ben fare” e quindi felici di mostrare i prodotti della propria creazione artistica ad un pubblico sensibile e capace di comprenderne il valore.

Nella Project Room tutto parla di condivisione d’ intenti, di impegno partecipativo, di attenzione ai bisogni delle persone più fragili, in una cornice giocosa, fatta di ritratti ed autoritratti, di immagini di animali e di poetici fiori, di taccuini dalle pagine ricche di poesie e disegni variopinti, di illustrazioni, soprattutto di persone felicemente coinvolte in questo progetto di Art Factory, che saprà offrire loro, attraverso l’ arte, opportunità nuove ed insperate in un contesto di operosa bellezza.

La Project Room è aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 16 alle 19 dal 24 novembre al 26 gennaio.

Queste le date del laboratorio creativo aperto ad adulti e bambini, a chiunque abbia voglia di sperimentare e mettersi in gioco (max 10 posti):

1- 15 dicembre ore 16-19

12-26 gennaio ore 16-19

 

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