B – Diritto alla Bellezza

Evoluzione del progetto “Recsb”, il percorso che ha condotto nel Maggio 2018 alla scrittura collettiva da parte della città di Reggio Emilia del manifesto “B – Diritto alla bellezza”  intende costruire un luogo dove fragilità, creatività ed impresa possano incontrarsi, interagire e produrre bellezza rivolta ai consumi. Un processo produttivo in grado di fare innamorare il cliente non solo del prodotto in sè, ma anche della storia, degli incontri e delle persone che lo hanno generato.

B.-Diritto alla bellezza è un progetto che immagina che l’incontro tra creatività e fragilità possa essere generativo di nuove opportunità di inclusione sociale.
È un progetto che vuole affermare il diritto alla bellezza come base per ripensarsi come città e cittadini.

È un progetto partecipativo costruito da una città intera, che incrementa l’interazione e la contaminazione fra differenti contesti e competenze.
B. è la chiave attorno alla quale si costruisce una nuova idea di coesione sociale, di inclusione lavorativa, innovazione e sviluppo economico.

Con B.-Diritto alla bellezza vogliamo far sì che le persone fragili possano essere accolte negli spazi più belli della città, accompagnate dalle competenze migliori, dando loro opportunità di incontrare bellezza e creatività. 

Da sempre, in una Reggio Emilia dove si cerca uno sviluppo sostenibile e non solo economico, il lavoro è lo strumento principe per le politiche di inclusione, perché significa reddito, dignità, identità. La nostra città negli anni ha saputo sviluppare queste opportunità, ma corriamo il rischio di accontentarci. Crediamo che connettere e contaminare il sistema economico che si occupa di bellezza, design e creatività col mondo della fragilità possa generare interessanti traiettorie di innovazione sociale ed economica.

B.  vuole cambiare lo sguardo sul modo di progettare i luoghi.

Accogliendo, ma superando, la normativa: piazze, strade, uffici, parchi devono essere pensati mettendo al centro le persone che li abiteranno; tutte le persone, per prime quelle fragili. I luoghi della cura, della fragilità e dell’educazione si apriranno alla bellezza, abbattendo il pregiudizio che il bello sia superfluo.

B. vuole cambiare lo sguardo sui servizi.

I servizi alle persone, aprendoli alla creatività, allo scambio, alla generatività dell’incontro, al coraggio di non nascondere la fragilità e pensarla come una risorsa. La bellezza ha un potenziale riabilitativo, facilita i processi educativi e di guarigione.

 

Le azioni di questo progetto

Azioni realizzate

La cena al fresco

LA CENA AL FRESCO – UNA SERATA UNICA CAPACE DI RIPARARE LUOGHI E RELAZIONI, un progetto legato a B. MANIFESTO DEL DIRITTO ALLA BELLEZZA. “Non fatemi vedere i vostri palazzi

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