“SE NON PUOI CAMBIARE CASA,

ALLORA, DEVI PREPARARTI A

FARE SPAZIO ALLE TUE IDEE E A TRASLOCARE LE TUE EMOZIONI”

Questo non è un racconto perfetto.

Questo è un racconto autentico.

Il racconto, autentico e profondo, di un tempo sospeso, in cui i Raccontastorie hanno sperimentato la fatica e il coraggio di guardarsi in un modo nuovo.

Dentro questo racconto, ci sono gli sguardi, e gli inciampi, di una nuova quotidianità.

Ci sono i desideri che hanno urgenza di raccontarsi. Le abitudini che mancano, le famiglie che si reinventano, le fragilità che si incontrano. Gli abbracci che, d’improvviso, si interrompono.

Dentro, soprattutto, ci sono loro, i Raccontastorie.

Un gruppo di narratori, musicisti e danzatori abituato a raccontare storie tessute di incontri.

Nelle loro narrazioni si rideva, si sbagliava, si improvvisava. Si custodiva il vento nelle mani e si ruggiva con le tigri. Si cambiava continuamente casa e si cenava, persino, con le regine.

Si scoprivano nuovi linguaggi, ci si stringeva uno accanto all’altra, ci si conosceva.

Si stava insieme, senza barriere.

In attesa di tornare a guardarci dritti negli occhi, i Raccontastorie hanno scelto di fare spazio alle loro idee. Hanno discusso, immaginato, dipinto e danzato.

Hanno traslocato le loro emozioni, per potersi guardare in modo autentico.

Perché questa volta non hanno voluto raccontare una storia.

Questa volta hanno scelto di raccontare la loro storia.

“Aspetta un attimo”, buon ascolto.