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Pensi di conoscermi?

campagna-autismo

Dalla collaborazione del Comune di Reggio Emilia, del centro Autismo dell’ASL, di Farmacie Comunali Riunite, delle cooperative sociali di Casa Gioia e Coress e dell’Associazione Sentiero Facile è nata, nell’ambito del progetto Reggio Emilia Città Senza Barriere, una campagna di sensibilizzazione pubblica sul tema delle fragilità, in particolare quelle meno visibili o difficili da comprendere, quelle che creano difficoltà nelle relazioni, nelle possibilità di essere parte attiva e di valore della comunità.

L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza la vulnerabilità di ogni singolo individuo, ma ha ancora più isolato quelle persone che già prima erano relegate ai margini della vita quotidiana della città

A partire dal 14 Settembre, gli spazi destinati all’affissione di manifesti pubblicitari ospiteranno volti e figure di persone fragili. La campagna comunicativa si svilupperà in due azioni. La prima dal 14 Settembre al 28 Settembre, in collaborazione con AUSL, Casa Gioia e cooperativa Coress, tratterà l’autismo, o meglio gli autismi, al plurale, mentre la seconda, in collaborazione con ASL -Servizio di Salute mentale, Associazione Sentiero Facile e Consorzio Romero, dal 28 Settembre all’11 Ottobre, sarà i incentrata sul disagio psichico come percorso di evoluzione che non si connota con la diagnosi, ma con l’impegno quotidiano per potercela fare.

A queste due azioni si accompagna la distribuzione di flyer nelle Farmacie Comunali, interventi social e la realizzazione di storie che potete consultare a questo link.

Più che una campagna di comunicazione, è un modo di fare cultura perché sulle disabilità e soprattutto sulle difficoltà non facilmente riconoscibili il lavoro principale da fare è cambiare prospettiva, mentalità, comportamento.

Questa prima fase è stata realizzata per porre l’attenzione su una disabilità come l’autismo, che può fare paura perché non si conosce ed è meno visibile ed immediatamente comprensibile.

Queste ragazze e questi ragazzi, le loro famiglie e le associazioni si sono resi disponibili con i lori volti e le loro storie per dirci “noi siamo qua, conoscici”.

Non tutte le fragilità sono riconoscibili al primo sguardo; i comportamenti che appaiono inadeguati non sono necessariamente da ricondurre a intenzionalità della persona. La loro disponibilità è così un invito a non pregiudicare il loro comportamento apparente e ad andare più in profondità, a scoprire chi si è messo in gioco con gran desiderio di raccontarsi senza barriere. Il primo ad aver accolto l’invito è il fotografo professionista Giacomo Bruno, che ha realizzato il servizio fotografico ai protagonisti della campagna, aprendosi all’idea di essere preparato a trovarsi impreparato. Incontrare la fragilità fa bene a tutti, perché la fragilità educa alla fragilità e fragili lo siamo tutti, ora più che mai.

L’obiettivo è aprire un dialogo e uno scambio con la città, ribadire la necessità e l’importanza, come comunità, di ascoltare e accogliere le storie individuali, le fragilità di ciascuno e potersi riconoscere simili pur nella diversità.

Di fondamentale importanza, in tal senso sono le figure dei facilitatori sociali e degli esperti per esperienza, che da anni svolgono un’opera preziosa per la città e che sono quotidianamente in prima linea nel tessere relazioni d’ascolto profondo. L’esperienza dei facilitatori sociali di Reggio Emilia nata nel 2009 nel Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, supportata dall’Associazione Sentiero Facile, dal Consorzio Oscar Romero e Reggio Emilia Città Senza Barriere, ha dimostrato nel tempo la rilevanza fondamentale del supporto tra pari nei percorsi di recovery e ha condotto, lo scorso febbraio 2020, per la prima volta in Italia, 17 facilitatori sociali al conseguimento a Reggio Emilia della qualifica regionale di Orientatore.

Gli Esperti per esperienza di RECSB sono un gruppo di mamme, papà, sorelle e fratelli, persone con disabilità che “ci sono già passati” e che si mettono a disposizione per ascoltare, condividere i vissuti, dare informazioni pratiche. Nei momenti bui e di paura, incontrare qualcuno che ha vissuto quello che stai vivendo tu adesso, ascoltare la parola giusta, può essere un modo per uscire dal proprio isolamento.

Le esperienze personali si intrecciano con l’evoluzione dei servizi: si aprono nuove possibilità e prospettive di essere comunità.

Di seguito alcuni link per approfondimento:

CASA GIOIA – link

PROGRAMMA AUTISMO E CENTRO AUTISMO – link

CORESS – link

Leggi le storie di Stefano, Matteo, Sara, Antonio e Francesco a questo link – LE STORIE